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Musica e dislessia
La musica è l’arte dei suoni, una conoscenza che ognuno di noi possiede nella propria memoria universale in maniera più o meno cosciente. Poiché essa è strutturata da suoni che hanno determinate frequenze e durate, l’unico modo per insegnarla correttamente, ossia per recuperare la sua conoscenza nella nostra memoria universale, è quello di utilizzare quelle stesse frequenze e durate che la contraddistinguono. Pertanto il percorso del conoscere e dell’apprendere non è quello del fare proprio qualcosa a noi esterno, come nella didattica tradizionale, ma quello di “illuminare” e quindi ricordare qualcosa che è già, seppur in forma latente, nella nostra memoria universale. L’insegnamento della musica e dello strumento nella didattica tradizionale è filtrato dal sistema cognitivo, sistema che non è preposto a questo compito, ma che viene utilizzato in funzione primaria perché si considera e si tratta la musica come un linguaggio e come tale viene insegnato. Poiché per i ragazzi dislessici questo sistema è deficitario il suo utilizzo, se non viene compensato, crea problemi di apprendimento.
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